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7 strategie utili per ridurre il tasso di abbandono dei carrelli

Aggiornato il: 29 ago 2019


L’Osservatorio eCommerce B2c NetcommSchool of Management del Politecnico di Milano afferma che il 42,8% degli utenti lascia il sito durante la navigazione e la ricerca del prodotto, l’11,7% degli utenti, invece, lo fa senza finalizzare l’acquisto. La percentuale di visitatori che completa l’ordine di acquisto è pari all’1,6% (fonte: https://www.osservatori.net/it_it/).


Nell’11,7% sopra citato sono inclusi gli utenti che abbandonano un carrello. Quando un carrello viene abbandonato il processo del CustomerJourney viene interrotto, ovvero si interrompe il percorso intrapreso dal consumatore nel momento in cui instaura una relazione con l’impresa.

Le motivazioni per le quali un cliente abbandona un carrello sono svariate: banalmente non può permettersi l’acquisto, i costi di spedizione sono troppo cari (è bene includerli nel prezzo del prodotto), il sito web non è funzionale e quindi non consente un rapido utilizzo, per completare l’acquisto è necessario creare un account…

L’invio di e-mail personalizzate permette il recupero di questi carrelli abbandonati il cui tasso di abbandono si ottiene se si conosce il numero delle transazioni che vengono effettuate e quello dei carrelli generatosi. È possibile accompagnarle a frasi in grado di catturare l’attenzione della persona.

Predix.it è in grado di creare occasioni di contatto con gli utenti grazie allo smart e-Commerce, ma anche grazie all’e-mail marketing, e di inviare newsletter sulla base dei comportamenti degli stessi. Un cliente può sentirsi motivato e spinto sulla base di e-mail personalizzate.


Ora verranno analizzate nel dettaglio strategie che potrebbero ridurre il tasso di abbandono dei carrelli. Prima vediamo le funzioni degli stessi che vanno dal tenere i prodotti che si desiderano acquistare, cambiarla loro quantità, avere un’idea di quanto ammonterà la spesa finale e fare ottenere sconti in base alla somma di quest’ultima:

  1. Se il cliente, dopo una ricerca su altri e-commerce, si rende conto che il prezzo del prodotto inserito nel carrello è inferiore a quello proposto dal sito in cui si trova, lo porterà ad abbandonarlo. È importante per una e-commerce essere in grado di prevedere le scelte dei competitor per restare competitivi;

  2. Includere le spese di spedizione nella vendita può aiutare a portarla ad una conclusione. Aumentare leggermente il prezzo del prodotto aiuta a contenere le spese, oppure si potrebbe proporle come gratuite se la spesa raggiunge una certa soglia. Amazon non fa pagare le spese di spedizione di un prodotto al raggiungimento di una spesa minima di 29€;

  3. Essere trasparenti riveste una certa importanza. Durante il checkout può capitare che il cliente si trovi di fronte costi che deve sostenere e che non aveva tenuto presente portando quindi l’acquisto ad essere rivalutato. Se l’utente ha selezionato una certa modalità di pagamento, evitare che includa tasse o possibili rincari;

  4. Non rallentare il processo di acquisto con domande o con richieste di informazioni non inerenti alla vendita. L’utente potrebbe infastidirsi e abbandonare il processo di acquisto. Le richieste dovrebbero limitarsi al chiedere come la persona desidera pagare e dove vuole ricevere ciò che ha acquistato;

  5. Non obbligare il consumatore a registrarsi presso il proprio sito ma offrirgli la possibilità di procedere come visitatore occasionale. Solo in seguito sarà possibile provare a convincerlo a diventare un utente proponendogli dei voucher se provvederà a creare un account proprio;

  6. Problemi tecnici possono riguardare la lentezza di un sito web, una connessione instabile e errori visibili come prezzi inesatti che portano la fiducia del consumatore ad abbassarsi. Ragionare in ottica SEO può aiutare a ridurre gli errori che si presentano in fase di acquisto e il tasso di abbandono;

  7. Offrire al cliente la possibilità di comperare un prodotto online e poterlo rendere in negozio facilita la politica di reso. Il consumatore sa, nel caso in cui la merce ricevuta non corrisponde alle attese, di avere modo di retrocedere all’acquisto.


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